Quando il tempo è diverso per ognuno di noi…

Pezzi di noi - Il Blog

"Voi vorreste misurare il tempo che non ha misure e non può essere misurato. Regolereste la vostra condotta e dirigereste persino il corso del vostro spirito a seconda delle ore e delle stagioni. Del tempo ne fareste un ruscello sulla cui riva vi siedereste a guardarlo scorrere. Eppure ciò che in voi è senza tempo è consapevole dell’eternità della vita, e sa che l’oggi non è il ricordo di ieri, e che il domani non è che il sogno di oggi. E che ciò che in voi canta e contempla, dimora tuttora nei confini di quel primo momento che nello spazio disseminò le stelle.. Ma se, nel vostro pensiero, non potete fare a meno di misurare il tempo con le stagioni, e che l’oggi abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con desiderio"

Kahlil Gibran – Il Profeta

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Gibran spesso è una guida per me, e le sue parole sono verità e poesia.
Questo articolo va nella sezione Fuoco, perché brucia e consuma e al contempo purifica e rigenera. Si, perché ci sono diverse interpretazioni della stessa storia, ma l’importante è bruciarla per rigenerarla, per trarne un valore. Ogni azione di inutile cattiveria o di inadeguato comportamento che ci procura disagio (ed oggi purtroppo sono tante), credo che debbano essere prese, bruciate dalla nostra mente e fatte rinascere con nuova energia, come dire di ogni brutta azione facciamo tesoro.

Parliamo della percezione del tempo che passa diversamente per ognuno di noi, quando al tempo che passa si aggiunge l’indifferenza e la maleducazione, quando una persona aspetta e l’altra fa aspettare, inutilmente, gratuitamente, quando basterebbe una sola parola a fermare il conteggio del tempo che per uno dei due è interminabile.
Questo vale per tutti i momenti della vita, specialmente in amore spesso non si calcola quanto sia dolorosa l’attesa.

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Qui parlo di un episodio molto più comune, ma amaro, che si è verificato almeno una volta in ognuno di noi, quel male gratuito, che con un po’ di educazione, di andare verso, di pensiero, si può evitare. Credo che oggi viviamo quasi nel piacere di fingere, di fare del male, di addolorare. Più ci sentiamo sofferenti, più grande è il piacere di apportare disagio e sofferenza agli altri. Insomma tale è il malessere generale che non ci curiamo più di evitarlo.

Sono andata ad un appuntamento di lavoro, per me molto importante, con un dirigente di una delle nostre reti televisive. Forse voi non sapete che spesso più in alto si va, più si incontra gente cafona, tronfia, e superficiale. Si mettono nei posti alti persone che possano trattarti con indifferenza senza nessuno scrupolo. Pronta a questo, non era la mia prima volta che incontravo personaggi di questo tipo sono entrata nella stanza del potere, senza fare anticamera (strano a dirsi), con molta diffidenza.. ennesimo tentativo di proporre qualcosa (ovviamente secondo me) di carino, pulito e a basso costo.

Mi trovo davanti un uomo elegante, accogliente, anche un po’ “piacione”, comincio a sciogliere le tensioni, ormai sono li, giochiamoci tutte le carte che ho.
Ci sediamo ai due lati del tavolo, non uno di fronte all’altro, cosa che ha creato uno stato di disponibilità e complicità, il tipo è un ottimo comunicatore(si fanno dei corsi per imparare la comunicazione), io ho lasciato fluire, senza spostare le mie barriere, abbiamo parlato a lungo, di tutti i progetti che avevo, che lui poteva aiutarmi a realizzare, e tutto con le dovute modifiche e adattamenti, andava bene. Lucidamente, mi sono lasciata portare dove lui voleva e cioè mostrare il suo potere, attraverso l’affabilità, la disponibilità e la chiacchierata piacevole. Parlavamo lo stesso linguaggio e avevamo le stesse visioni dell’argomento che si affrontava. Ho anche pensato di avere davanti a me un marziano, mi sono lasciata andare nella discussione e nel confronto e il tempo è passato senza accorgermene.
Ha alimentato speranze, ipotesi, e alla fine ha dato certezze e tempi. Tutto mi suonava strano, troppo in fretta, troppo deciso, aldilà di quello che cercavo.
Sono concreta e senza peli sulla lingua, l’ho ringraziato, ma ho espresso incredulità verso quello che mi proponeva( forse ho intaccato il suo senso del potere) cosi che lui continuava a mostrare fermezza.
Mi è sempre capitato che alla fine di un colloquio di questo tipo, ci fosse sempre un si ma..
Quest’uomo affascinante, e lo sa perfettamente, competente, e lo sa perfettamente, determinante ai fini del progetto, e lo sa perfettamente non ha aggiunto ma.. c’è stato un ti chiamo fra due settimane per darti qualche indicazione e poi andiamo avanti..
Più di un’ora di conversazione, senza uno squillo del telefono, o dell’entrata di una segretaria.. nulla, solo una lunga conversazione e delle conclusioni.

Sto ancora aspettando che si faccia vivo, con uno squillo, una mail, un messaggio.

..la mia riflessione è una sola, ignoranza, cafonaggine, mancanza di rispetto, padronanza di sé, tutto ciò oggi purtroppo domina il potere e il nostro paese.

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Clock Explosion – Salvador Dalì

Antonella Biscardi