Dedicato… al Calcio

amarcord1«Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro».

(Pier Paolo Pasolini)


Sono cresciuta a pane e calcio, da piccola andare allo stadio era una gran festa, ci preparavamo mamma, mio fratello ed io dopo aver pranzato in anticipo sull’orario normale. Il papà andava allo stadio per lavoro, spesso cambiava città e stadio e non sempre pranzava con noi. Abitavamo a Roma sopra lo stadio Olimpico, una lunga discesa e si arrivava direttamente alla tribuna monte mario. Ovviamente, qualunque fosse stato il risultato al ritorno era una faticosa salita, sempre a piedi, con qualunque tempo. Allo stadio il clima era festoso, e il piacere di andare per noi era indipendente dalla squadra che giocava eravamo non tifosi ma sportivi. Incontravamo le stesse persone e sugli spalti eravamo una grande famiglia, certo gli animi si infervoravano anche allora, si usciva dallo stadio allegri o tristi, ma era il gioco che contava. Si discuteva di errori, tatticismi, espulsioni o rigori, ma finita la partita solo interminabili chiacchiericci fino fuori lo stadio senza alterchi, botte o parolacce.

amarcord2Lo ricordo molto bene perché eravamo intere famiglie che stavamo insieme. Le mamme si conoscevano tutte, noi figli facevamo gruppetto a seconda l’età, alcuni di noi, poi qualche tempo dopo ci siamo ritrovati allo stadio per lavoro. Questi sono ricordi di bambina prima ,di ragazza poi. Ora la situazione è cambiata, dove sono le famiglie allo stadio? non c’è più gioia, la tifoseria è accesa, i mass media spesso faziosi, lo stadio insicuro. Non torneremo più indietro però possiamo andare avanti ritornando indietro, ricordando quanto era bello “lo sport più bello del mondo”. E’ un pò come ciò che sta accadendo oggi nel mondo, come si può migliorare? Ricordando come era, come si viveva meglio, con quei solidi valori di verità, rispetto, amore. Basterebbe un piccolo passo indietro ,rifiutare poco alla volta, questo sistema così tecnologico e distruttivo, leggere un libro, odorarne la carta che sa d’inchiostro, anziché leggere un freddo e book, vedere meno televisione o solo scegliere programmi meno demenziali, domandarsi una volta in più dove andremo a finire e pensare che futuro offriremo ai nostri figli.
Considerate che uso il pc, ho Iphone ,l’I pod, l’Ipad è sono sufficientemente folle e affamata, questo non è in opposizione con il valore dei sentimenti, con la conoscenza della storia e delle nostre radici.
Tanto ho vissuto nel calcio, tanto mi è piaciuto, tanto ora non mi interessa più, non è più vero, sentito, puro.
Ma vi lascio con una bella frase di Luis Borges che ci fa capire come il calcio non finirà mai.

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio“.
(Jorge Luis Borges)

 

© Antonella Biscardi